Impedito dalla Polizia un volantinaggio sulle condizioni di lavoro in Expo

Oggi gli attivisti del Centro Sociale SOS Fornace, di San Precario e della Rete No Expo hanno fatto visita agli ingressi di Expo 2015 per distribuire alle lavoratrici e ai lavoratori un volantino in cui venivano denunciate le condizioni di lavoro all’interno del sito: stipendi da fame, contratti pirata, turni massacranti, sfruttamento dei volontari e, non plus ultra, licenziamenti politici. Un mondo sommerso che vorremmo tentare di far uscire allo scoperto attivando i lavoratori per far valere i propri diritti anche all’interno di questa “area di interesse strategico nazionale”.
Dopo aver iniziato a diffondere il materiale informativo all’ingresso Fiorenza, ci spostiamo a Triulza e, dopo una mezz’oretta di volantinaggio, veniamo disturbati dalle indebite interferenze di solerti funzionari di Polizia, spalleggiati da Carabinieri e non meglio identificato personale di Expo, che intervengono cercando di impedire il volantinaggio e il contatto coi lavoratori. Un semplice volantinaggio si trasforma così in un pietoso teatrino di 2 ore, nella più totale confusione dei ruoli e della catena di comando così come nel più ampio margine di discrezionalità da parte dei funzionari di polizia.
Intimati a sospendere il volantinaggio, ci rifiutiamo adducendo la volontà di voler portare a conoscenza i lavoratori di Expo delle azioni che stiamo mettendo in campo a tutela dei propri diritti, invitandoli ad esempio a denunciare casi di discriminazione come nel caso di licenziamenti condotti sulla base di schedature politiche della Questura.
Alle nostre rimostranze, le forze dell’ordine rispondono procedendo all’identificazione degli attivisti presenti, mentre vengono allontanati giornalisti e semplici curiosi che chiedevano informazioni su quanto stava accadendo.
Quanto avvenuto oggi è l’ennesima dimostrazione di come Expo 2015 rappresenti uno “stato di eccezione” che di fatto sospende le garanzie democratiche sul nostro territorio in virtù della “rilevanza strategica nazionale” accordata all’evento, alla quale viene sacrificata persino lo stato di diritto.
Nonostante i tentativi di tapparci la bocca e di intimidire i lavoratori, siamo felici di poter dire che già qualche ora dopo la fine forzata del volantinaggio abbiamo incassato il contatto di una lavoratrice di Expo.
Con la giornata odierna il Punto San Precario Rho-Fiera apre le porte del proprio Sportello biosindacale anche alle lavoratrici e ai lavoratori di Expo 2015 e lancia il suo blog
www.lavoroexpo2015.com, un sito di controinformazione votato al conflitto dentro l’Esposizione universale. Invitiamo perciò tutte le precarie e i precari di Expo, siano essi lavoratori, volontari, tirocinanti, stagisti, a contattarci: vogliamo ricostruire attraverso un’inchiesta attiva che cosa sta accadendo all’interno di Expo 2015 in ambito lavorativo, per poi attivare vertenze individuali e collettive che restituiscano ai lavoratori diritti e reddito negati.

Centro Sociale SOS Fornace
Punto San Precario Rho-Fiera

www.sosfornace.org
www.lavoroexpo2015.com

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Questo è il testo del volantino distribuito oggi:

LAVORARE IN EXPO 2015: STIPENDI DA FAME, CONTRATTI PIRATA E LICENZIAMENTI POLITICI

Lavori in Expo 2015? Cerchiamo te! Vogliamo ricostruire attraverso un’inchiesta attiva che cosa sta accadendo all’interno di Expo 2015 in ambito lavorativo, per poi attivare vertenze individuali e collettive che restituiscano ai lavoratori diritti e reddito negati.
Lo scandalo del reclutamento dell’agenzia interinale Manpower, che ha lasciato in attesa di risposta fino alla vigilia dell’apertura migliaia di giovani candidati a lavorare in Expo, per poi offrire contratti “pirata” con retribuzioni del 30% più basse rispetto all’inquadramento contrattuale previsto, è solo la punta dell’iceberg di un mondo sommerso che vogliamo rendere visibile.
I lavoratori degli istituti di vigilanza, ad esempio, a fronte di 40 ore settimanali di lavoro avranno uno stipendio di 800 euro lordi, che significa un netto di circa 4 euro all’ora, cioè un’elemosina. Riteniamo che queste condizioni possano esser presenti anche in altri servizi (pulizia, ristorazione, ecc…).
Sappiamo poi che tra i servizi dei padiglioni è diffusa la pratica di richiedere mansioni superiori rispetto al livello di inquadramento contrattuale offerto, turni massacranti con molte ore di straordinario che non si sa se e come verranno retribuite.
Il ricorso scorretto al lavoro non retribuito, che hanno inappropriatamente chiamato volontariato (non per scopi sociali ma a favore di Expo S.p.A., una società per azioni il cui scopo è il profitto), l’utilizzo indiscriminato di tirocini e stage anche con reclutamento coercitivo dalle scuole al carcere, ha creato in Expo un contesto di offerta al ribasso in cui lavorare con un normale contratto sembra essere quasi un privilegio.
La grande opportunità di Expo sembra ancora una volta essere l’opportunità di rosicchiare ai lavoratori un altro pezzo di retribuzione e altri diritti prima garantiti, passando anche da licenziamenti politici attraverso la negazione del pass per lavorare in Expo, per chi è entrato nella lista nera della Questura solo per esser andato a un corteo.

SOS Fornace
San Precario
lavoroexpo2015.com

Conosci il contratto di lavoro col quale sei stato assunto? Ricevi una paga giusta? Gli orari di lavoro e le pause vengono rispettati? Gli straordinari ti vengono pagati? Lavori in condizioni di sicurezza? Ti hanno negato il pass per entrare in Expo? Per problemi e dubbi non esitare a contattarci: San Precario è il santo protettore degli sfruttati e non chiede tessere!
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Sportello Biosindacale del Punto San Precario Rho-Fiera
Ogni mercoledì dalle 19:00 in Fornace (Rho, via Moscova 5)
Info: 338.1969423 – 347.2432948 – sosfornace@inventati.org

web_expo_lavoratori

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